Sestola, la “PERLA VERDE”, è la più nota località dell’Appennino Modenese, situata sulla sella di un contrafforte arroccato alle falde di una rupe sormontata dall’antica rocca.
Nel suo territorio, che presenta un’escursione altimetrica di ben 1.841 m. (dai 324 del fiume Panaro ai 2.165 del Monte Cimone, la cima più elevata dell’Appennino settentrionale), Sestola si pone in posizione mediana (1.020 m.), tra le località di Pian del Falco, Passo del Lupo e Lago della Ninfa a monte, e le frazioni di Casine, Castellaro, Rocchetta Sandri, Roncoscaglia, Vesale e Poggioraso a valle, con una popolazione complessiva di 2550 abitanti.
Il centro di Sestola (sorto a partire dal XIV Secolo), formato da tre borgate principali (Tanelle, Perocotto, Albaghiccia) valorizzate da interessanti caratteristiche urbane e da visite guidate, è abitato per tutto l’anno da un migliaio di paesani, a grande vocazione turistica, che possono diventare anche 20.000 nei momenti più intensi.
Natura, sport, gastronomia, arte e cultura trovano a Sestola una risposta adeguata a qualsiasi tipo di esigenza turistica che consente di offrire al visitatore una vacanza ideale in ogni stagione.
“ARIA BUONA – SAPORI – CIELI STELLATI”
La parte vecchia del paese sorge a ridosso di un alto sperone roccioso sul quale si erge l’antica Fortezza. Ricostruita nell’antica metà del ‘500, aveva grande importanza strategica in quanto posta al centro del Frignano, a guardia delle vallate dello Scoltenna e del Leo.
LA ROCCA
La sua storia scritta inizia con la conquista del Longobardi: il primo documento infatti in cui si nomina il suo Castello è il Diploma di Astolfo del 753 d.C. col quale i Re dei Longobardi faceva dono del Castrum Sextulae e territori adiacenti al cognato Anselmo, fondatore dell’Abbazia di Nonantola. All’epoca dei Comuni, Sestola aderì al Comune Federale del Frignano. Fu poi teatro di scontri acerrimi tra le provincie di Modena e Bologna che a più riprese lottarono per il suo possesso fino a quando, nel XIV secolo, Sestola ed il Frignano, aderirono alla Signoria degli Estensi.
Da quel momento Sestola divenne la capitale della Provincia del Frignano, titolo che conservò fino all’inizio del 1800. Dopo la restaurazione del 1815 il paese perse la sua secolare importanza, in seguito all’apertura della Via Giardini (ora SS. 12 dell’Abetone e del Brennero); di conseguenza la Fortezza fu trasformata in un penitenziario attivo fino all’Unità d’Italia, nel 1866. Il Castello, abbandonato a se stesso dopo la chiusura del penitenziario, viene acquistato dal Comune nel 1876 e in parte utilizzato come abitazione da famiglie sestolesi bisognose, dal custode e da dipendenti comunali. Agli inizi del secolo scorso, mentre il paese intravedeva nel nascente turismo una nuova e concreta identità economica, la sua Fortezza subì un’ulteriore trasformazione ospitando un Osservatorio Meteorologico ed un Istituto estivo per la cura dei bambini malati di rachitismo: è questo il primo nucleo della sede estiva e montana dell’Istituto Rachitici di Modena, poi dedicato ad Umberto I, voluto dal Prof. Giuseppe Triani, già Presidente dell’Istituto e dal Prof. Luigi Nasi che scelgono Sestola per la sua altitudine e per la salubrità del suo clima favorito dalla presenza di boschi di resinose ed in particolare della pineta della Fratta, a ridosso del Castello.
Sono queste le caratteristiche che contribuiscono a divulgare rapidamente il nome di Sestola. La presenza dei piccoli ospiti aumenta di anno in anno fino a raggiungere nel 1913 le 120 unità, provenienti non più solo dal modenese, ma da tutta l’Emilia e dal Nord dell’Italia. Nell’ultimo dopoguerra, il Castello fu trasformato in colonia montana permanente fino al 1987. Il Castello, o meglio, la sua Rocca, dopo la ristrutturazione da parte del Comune di Sestola, è diventata in questi ultimi anni un Centro Culturale Polivalente che ospita alcuni importanti musei:.
Museo degli Strumenti Musicali Meccanici
allestito nelle sale dell’appartamento del Governatore. Espone circa 130 strumenti, tutti perfettamente funzionanti, dall’inizio del ‘700 ai giorni nostri, dagli organetti alle pianole, dai carillon agli autopiani, proponendo l’evoluzione della riproduzione sonora, dal 1877 ai giorni nostri, dai fonografi a rullo ai grammofoni a disco di bachelite, dai giradischi ai registratori , dai CD ai minidisc ed MP3.
Museo della Civiltà Montanara
allestito nelle sale delle ex scuderie ed ex archivio, espone attrezzi, utensili e materiali relativi al lavoro ed alla civiltà montanara.
Museo Teresina Burchi in Reiter (Soprano Sestolese):
La stanza dei ricordi: foto, documenti, abiti ed oggetti di scena del soprano Sestolese, famosa cantante interprete di Wagner, ha cantato nei più famosi e prestigiosi teatri di tutto il mondo dall’inizio del Novecento fino agli anni ’30: la mostra vuole rendere omaggio ad un’illustre concittadina.
Le Prigioni:
nelle prigioni nel seminterrato e nell’atrio di ingresso sono esposte lapidi, iscrizioni, colonne e manufatti riguardanti la storia del Castello e della sua Municipalità.
Mostra Artisti del Frignano:
Sestola rende omaggio agli Artisti della sua antica Provincia. All’interno delle mura del castello si trova il “Parco delle Anime salve”, ideato dall’Associazione Culturale “E’ Scamàdul” che grazie al suo valido impegno ora gestisce la Rocca, dedicato alla memoria di Fabrizio De Andrè poeta e cantautore, prende il nome da una delle sue ultime canzoni e consiste nell’esposizione permanente di 23 testi delle sue più note canzoni. Il Parco dunque non solo parole da leggere e meditare ma anche musica e concerti da ascoltare e da vivere.
L’ORATORIO DELLA ROCCA
Documentata già nel 1114, questa Chiesa era al servizio del borgo fortificato del Castello, ma anche di tutti gli abitanti del paese e del contado fino al 1619, quando venne inaugurata la Chiesa Parrocchiale di San Nicolò nel centro del paese ai piedi della rupe. L’abbellimento della Chiesa di Rocca, verso la fine del XV secolo, fece di questo piccolo Oratorio uno dei più belli di tutta la montagna, degno del prestigio di essere non solo la Parrocchiale di Sestola, ma anche la chiesa di una Provincia del Ducato estense. Verso la fine del XVII secolo venne ridotta ad oratorio; la costruzione di due nuovi altari laterali nascose alla vista parte dei pregevoli affreschi dipinti da Tommaso Ribecchino alla fine del Quattrocento e che solo intorno al 1993 sono sati “riscoperti”, dopo ben tre secoli, in buono stato di conservazione.
LA CHIESA PARROCCHIALE
Costruita tra il 1614 e il 1619, ha sostituito l’Oratorio di San Nicola in Rocca per le celebrazioni liturgiche. L’ultima importante ristrutturazione, tra il 1898 e il 1902, con ampliamento della Chiesa stessa e della facciata, ha prodotto l’immagine attuale, e conserva numerose opere d’arte oggi in gran parte restaurate.
LA CHIESA DEL ROSARIO
Nata come Oratorio dell’Annunciazione nel 1584, fu ben presto chiamata col nome attuale. Aveva dimensioni inferiori alle attuali e si affiancava all’abitazione della nobile famiglia cremonese dei Cavalcabò.
Il suo ampliamento alle forme attuali, avvenuto nel XIX secolo, comprende la costruzione dell’attiguo campanile. La ricorrenza della Madonna del Rosario, con la festa dedicata alla Beata Vergine venerata e rappresentata all’interno della Chiesa e con la Santa Processione con grande partecipazione della popolazione, cade nella prima Domenica di Ottobre.
L’ORATORIO DI S. ANTONIO DA PADOVA
Sorge in località Poggiolino (lungo il lastricato che conduce alla Rocca) di fronte all’asilo delle Suore. Eretto nel 1651 dalla fam. Albinelli, conserva il secentesco dipinto del Miracolo di S. Antonio. Nel 1840 il piccolo Tempio venne ristrutturato alla forma attuale.
SANTUARIO DI POGGIORASO
Situato nella borgata di Poggioraso non si conoscono le sue origini, ma una tradizione individua nell’immagine della Madonna con Bambino, dipinta su pietra e venerata all’interno dell’edificio sacro, la protettrice della Comunità sestolese dalle epidemie, come accadde in occasione della peste del 1630 lasciando immuni i Sestolesi.
Fu per questo che la Comunità intitolò l’Oratorio alla “Beata Vergine delle Grazie” che richiamò in seguito, soprattutto nei mesi di maggio e settembre, folti pellegrinaggi dai Paesi vicini. Tuttora venerata come Madonna votiva.
IL CAMPANILE (O TORRE DELL’OROLOGIO)
L’ottocentesco campanile, progettato da Don Paolo Zona, Cappellano della Rocca e realizzato sulla sella del centro abitato tra il 1853 e il 1857 domina il centro storico del paese, ubicazione ideale per inviare il suono delle campane verso tutti i borghi dell’abitato.
Ai suoi piedi si trova la pregevole fontana coperta da un loggiato del XVII secolo.
LA PIAZZA DELLA VITTORIA
Intitolata alla vittoria Italiana nella “Grande Guerra” (1914-1918) e inaugurata con il Monumento ai Caduti nel 1929. Teatro dei principali eventi di Sestola, è stata parzialmente modificata negli elementi di arredo nella metà degli anni ’50.
L’attuale fontana posta al centro della piazza e i due “bronzetti” al suo interno rappresentanti i torrenti Leo e Scoltenna risalgono al 1961 e sono opera dell’artista modenese Vittorio Magelli.

