Fanano è il più vasto Comune dell’Alto Frignano con i suoi 90 Kmq di territorio in gran parte inseriti nel Parco Regionale dell’Alto Appennino Modenese.

Insignito nel 2001 del marchio del Touring Club Italiano “BANDIERA ARANCIONE”, riservato alle località dell’entroterra turisticamente rilevanti, è un paese di grande attrattive turistiche sito ai piedi del massiccio del Monte Cimone (m. 2165) con un territorio la cui altitudine varia dai 600 ai 2165 s.l.m.. Dista 60 Km da Modena e 75 Km da Bologna ed è facilmente raggiungibile in auto dai caselli autostradali di Modena sud e di Bologna Casalecchio, seguendo le indicazioni per Vignola e percorrendo poi la comoda strada “Fondovalle Panaro” nonchè da Pistoia e Lucca lungo la S.S. 324 passando per Porretta Terme.

Utilizzando i trasporti pubblici a  Fanano si arriva comodamente, tramite una adeguata linea extraurbana di autobus diretta o con cambio a Vignola o Pavullo, dalle stazioni ferroviarie di Modena e Bologna; Bologna e Firenze gli aeroporti più vicini.

Il Comune di Fanano comprende le frazioni di Canevare, Fellicarolo, Ospitale, Serrazzone, Trignano, Trentino e Lotta, con una popolazione complessiva di poco più di 3.000 abitanti che durante le stagioni turistiche aumenta in modo esponenziale.

Fanano, antichissimo abitato di origine etrusca, è il più vasto Comune dell’Alto Frignano con i suoi 90 Kmq di territorio in gran parte inseriti nel Parco Regionale dell’Alto Appennino Modenese. Fanano è in possesso di un importantissimo patrimonio storico del quale vi riportiamo un breve estratto.

 

PALAZZO DEL MUNICIPIO, PIAZZA MARCONI

Fu costruito nel 1619 dal fananese Ottonello Ottonelli come Convento dei Padri Scolopi, assieme all’attigua Chiesa di San Giuseppe e a un edificio, non più esistente, che ospitava le loro prestigiose scuole, in cui si formarono tanti illustri fananesi. In origine l’ingresso era in via Sabbatini, la strada più importante del paese antico (“Lo stradone”), che congiungeva il centro politico-militare del paese (“Il Poggiolo”, con il castello) a quello religioso (Pieve di San Silvestro), passando per il centro della vita popolare (Piazza Corsini). Dopo la partenza dei Padri Scolopi da Fanano (1810), l’edificio fu adibito 3 usi diversi: dal 1821 al 1835 ospitò un Convitto per gli studenti di legge dell’Università di Modena; successivamente divenne sede del Comune di Fanano.
Nel 2008 sono state risistemate le facciate e il cortile interno, l’antico chiostro del convento; sono state anche recuperate le ampie cantine, all’ interno delle quali hanno trovato spazio l’Ufficio turistico “Fanano è. . .”e sale per ospitare mostre ed altre iniziative culturali; dovrebbe esservi anche esposta una singolare Via Crucis, le cui 15 stazioni vennero dipinte nel 1998 da altrettanti pittori diversi, tra i più importanti del periodo a livello locale e nazionale. Nella prospiciente Piazza Marconi, bella fontana con sculture in pietra di Italo Bortolotti.

 

IL POGGIOLO E LA TORRE DEL CASTELLO, PIAZZA OTTONELLI

Con il termine Poggiolo si è sempre indicata la parte più alta del borgo antico, dove sorgeva il castello, che controllava la sottostante Valle del Leo e sul quale venivano accesi i fuochi, di notte, per indicare la strada ai viandanti che percorrevano la via Romea.
Il castello fu fatto demolire da Alfonso I d’ Este nel 1532 perché era diventato il rifugio della fazione ghibellina: ne resta soltanto una possente torre (la Torre dei “Balestri”), ricostruita comunque in epoche successive e recentemente restaurata. L” altra torre della piazza, che per un certo tempo ospitò la campana della comunità, è detta “degli Ottonelli”, perché apparteneva a questa insigne famiglia fananese. Agli Ottonelli apparteneva anche il bel palazzo che si trova sulla destra, scendendo per via Sabbatini: attualmente adibito a casa di riposo per anziani, conserva sia all’ esterno che all’interno il suo nobile aspetto secentesco.

 

PALAZZO LARDI E TORRE DELL’OROLOGIO, VIA SABBATINI

Il Palazzo, documentato fino al 1340, fu costruito con finalità essenzialmente militari, come caserma di fanteria e come gendarmeria con annesse prigioni, ma già all’inizio del XV secolo divenne dimora privata di alcune fra le più importanti famiglie fananesi: prima gli Ottonelli, poi i Carletti, i Cameroni e, infine, i Lardi. In esso furono ospitati, fra gli altri, Cosimo De Medici, durante l’esilio da Firenze (1433) e Papa Eugenio IV di ritorno dal Concilio di Ferrara (1439).
La facciata, rinserrata fra due torri e ripartita in tre piani, con un portale e le finestre incorniciate da un forte bugnato a raggera, in pietra arenaria, fu realizzata verso la fine del XVI secolo. La torre di destra, più tarda, fu costruita all’inizio del XVII secolo in sostituzione di una precedente che, essendo divenuta rifugio della fazione guelfa, era stata fatta demolire dal Duca di Ferrara nel 1532 assieme al castello e alle mura del paese. Dal 1609 ospita l’orologio pubblico, ricaricato tutte le mattine dai volontari fananesi.

 

I BORGHI

Di fianco alla torre dell’orologio, un bel voltone indica ancora oggi uno dei pochi accessi che anticamente permettevano di entrare in paese. Scendendo sotto di esso, ci si trova nei “Borghi”, un’interessante borgata sviluppatasi dietro Palazzo Lardi: a parte qualche eccezione, chiaramente visibile ma fortunatamente isolata, essa ha ben conservato le sue caratteristiche di vivace e colorato borgo medievale.

 

PIAZZA CORSINI

E’ sempre stata al centro dell’antico abitato: il luogo in cui convergevano le tre più importanti vie d’accesso al paese e, nel quale si svolgevano fiere, mercati e le assemblee popolari. Almeno in parte si è conservato il suo originario aspetto medievale, di Piazza a forma di conchiglia, chiusa da severi edifici secondo una consolidata tradizione toscana. Bellissima la fontana pubblica, solennemente inaugurata nel 1913 insieme al nuovo acquedotto, progettato dall’estroso ingegnere Lapo Farinata Degli Uberti.

 

DA NON PERDERE:

Palazzo Monari e Coppi (via Pedrocchi), Villa Severi-Burchi (via Badiola, di fronte a via Abà)

 

PIEVE DI SAN SILVESTRO PAPA, VIA ABA’

Il tempio, eretto molto probabilmente alla fine del XII secolo sopra i resti della chiesa abbaziale che Sant’Anselmo aveva fondato nel 749, era considerato uno dei più significativi esempi di architettura tardo-romanica dell’Appennino. La sua struttura, che riprendeva quella basilicale del Duomo di Modena, con tre navate, cripta e presbiterio sopraelevato, fu poi modificata nel 1612 con inversione della pianta e con l’ aggiunta del transetto e della cupola. L’aspetto originario è riconoscibile soprattutto nella navata centrale, con possenti colonne sormontate da notevoli capitelli di scuola campionese.
  Agli impegnativi restauri effettuati da Don Eugenio Battistini all’inizio del XX secolo risalgono in particolare l’attuale facciata in stile neo-romanico e gli affreschi dei soffitti, del transetto e della cupola. Sempre in occasione di questi restauri sono riaffiorati i resti dell’antica cripta, parzialmente visibili nella parte anteriore della chiesa. Nella primavera del 2010 il pavimento in cotto risalente a poco più di un secolo fa, è stato sostituito da uno in pietra arenaria, molto più adatto all’ambiente.

 

CHIESA DI SAN GIUSEPPE, VIA SABBATINI

La chiesa, costruita nel 1619 da Ottonello Ottonelli assieme all’attiguo Convento dei Padri Scolopi è considerata una delle chiese secentesche più belle, ricche ed armoniose di tutto l’Appennino. Fu sottoposta a radicali restauri da don Eugenio Battistini nel 1892-93, con l’affrescatura della volta ad opera di Fermo Forti e 1°apertura dell°ingresso laterale; dopo un ulteriore intervento conservativo compiuto nel 1968, fu chiusa per motivi di sicurezza nel 1990, e, infine, solennemente riaperta il 19 marzo 2008 dopo un lungo restauro, completo e accuratissimo, che l’ha restituita al1°originale splendore. La chiesa è a un’unica navata con sei cappelle laterali ed ampio presbiterio sopraelevato, limitato da un bell’ arco sostenuto da eleganti colonne scanalate. I sette altari sono dotati di sontuose ancone secentesche in legno intagliato e dorato, in gran parte opera dei fananesi Giovanni e Giuseppe Gherardini.
Fra le undici tele conservate nella chiesa, tutte interessanti, vanno segnalate in particolare: la pala dell’ altar maggiore “Ritrovamento di Gesù al Tempio”, iniziata da Giulio Secchiari nel 1623 e terminata da Pellegrino da Fanano, allievo di Guido Reni, nel 1644, nelle cappelle laterali “ Martirio di Santa Caterina d’Alessandria”, di scuola guercinesca, “San Giuseppe Calasanzio presenta alla Madonna gli scolari delle Scuole Pie”, di Girolamo Vanulli (1749) e, soprattutto, l’elegantissima, luminosa “Madonna della Ghiara”, di Lodovico Lana. L’organo, costruito nel 1649 e recentemente restaurato, è il più antico di Fanano. Nel 2008 sono state scoperte, davanti all”altar maggiore, le tombe dei Padri Scolopi fananesi, fra cui lo storico Niccolò Pedrocchi; le spoglie del Celebre Padre Odoardo Corsini, morto a Pisa nel 1765, sono state inumate sempre nel 2008 presso l’ingresso laterale della chiesa.

 

CHIESA DI SAN FRANCESCO, VIA SAN FRANCESCO (adiacente al Cimitero)

L’oratorio fu costruito nel 1636 dal fananese Agramante Fogliani, con dedica alla SS Vergine Assunta, come si legge nell’ampio cornicione che sovrasta l’elegante porticato retto da colonne ioniche di gusto toscano. Comunemente viene indicato come Chiesa di San Francesco, poiché nelle sue vicinanze sorgeva l’antichissimo convento dei Frati Minori Conventuali di San Francesco, soppresso nel 1778 dal Duca Francesco d’Este e del quale non resta più nulla.

 

ORATORIO DELLA MADONNA DEL PONTE, VIA MADONNA DEL PONTE

L’oratorio fu eretto con iniziale dedica alla Beata Vergine Assunta nel 1583 nei pressi del ponte con cui la via Romea valicava il torrente Fellicarolo, ma totalmente ricostruito nel 1650 da Don Pellegrino Ottonelli e dai suoi fratelli, con dedica alla Beata Maria Vergine delle Grazie. Fortemente danneggiato dal terremoto del 1920, fu demolito e riedificato più vicino al paese con un forte contributo economico degli emigranti fananesi: per questo motivo l’oratorio è noto anche come “la chiesa degli Emigranti”. Davanti ad esso un monumento realizzato nel 1990 dal noto artista fananese Italo Bortolotti e da Gheorghe Filing ricorda uno di essi: Felice Pedroni (1858-1910), che scoprì l’oro in Alaska e vi fondò la città di Fairbanks.

 

DA NON PERDERE:

Chiesa di San Colombano (via Abà), Oratori del SS Rosario e San Giovanni Decollato (via Abà), Oratorio del SS Sacramento (via Abà), Monastero delle Capuccine (via Abà), Chiesa di Santa Chiara e Monastero della SS Annunziata (via Sabattini).

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