Il Monte Cimone è il maggiore rilievo dell’Appennino settentrionale con una altezza di 2.165 m. e fa parte del territorio dei comuni di Fiumalbo, Sestola, Fanano, Montecreto e Riolunato, della provincia di Modena.
È una montagna con una vaga forma piramidale a tre facce, e una anticima denominata Cimoncino. Sulla cima della montagna si trova una base militare, motivo per cui, durante il periodo della guerra fredda, l’accesso alla vetta era vietato, mentre attualmente, d’estate, si può raggiungere a piedi attraverso sentieri e antiche mulattiere anche dai paesi a valle.
Il suo profilo è un elemento caratteristico del paesaggio dell’Appennino modenese ed è visibile dalle province di Modena, Reggio Emilia, Parma, Mantova, Pistoia, Bologna, Pisa, Ravenna, Verona e Vicenza.
Considerando la risoluzione spaziale dell’occhio umano, la cima del Monte Cimone è il punto geografico dal quale si vede più superficie italiana. In condizioni di ottima visibilità, infatti, si può scorgere all’orizzonte tutto l’arco alpino, il mar Adriatico, il monte Amiata, l’Argentario, il mar Tirreno, l’isola d’Elba, la Corsica e l’isola di Capraia.
Sulla sommità, costituita da un’ampia spianata, sono presenti molteplici antenne per le telecomunicazioni ed in particolare un radiofaro per la navigazione aerea oltre alla stazione meteorologica dell’Aeronautica Militare del Monte Cimone (1936) ufficialmente riconosciuta dall’organizzazione meteorologica mondiale.

Inoltre vi si trova anche la stazione di ricerca “Ottavio Vittori” , fisico studioso che visse gran parte della sua vita professionale (1951-1970) a Sestola, maggior promotore e responsabile dell’Osservatorio Scientifico e Sperimentale di Meteorologia creato nel 1948 ed ora Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche per lo studio dell’atmosfera e del clima, considerato uno dei più importanti a livello internazionale.
Durante gli scavi per le fondamenta della torre/osservatorio (1852-1893), sono state scoperte in vetta tracce di presenza umana risalenti ai Romani, mentre le prime salite con finalità sportive o scientifiche sono documentate a partire dal 1567.
Diverse spedizioni per lo studio della pressione e della composizione atmosferica sono state compiute nel seicento, anche ad opera dei Padri Gesuiti.

Nel 1908 fu realizzata una cappella dedicata alla Madonna della neve, tuttora venerata con una processione e con la celebrazione di una messa il 5 agosto di ogni anno.
Altra attrazione del monte Cimone è il Lago della Ninfa, un bacino lacustre di origine tettonica prediletto, soprattutto durante la stagione estiva, per l’incantevole scenario che si apre davanti agli occhi dell’escursionista. Il Monte Cimone rappresenta sicuramente per il Comprensorio il primo segnale della sua nuova identità turistica che, dalla fine del XIX secolo trasforma velocemente la sua economia.
L’occasione è la costruzione sulla vetta della Torre/Osservatorio con scopi, per la verità, più scientifici che turistici, ma sono le “capanne”, sorte per alloggiare gli operai addetti alla costruzione della stessa, che accolgono gli escursionisti che salgono il Monte ad ammirare il vasto panorama, per proseguire, nel 1945, con la costruzione della “Base” dell’Aeronautica Militare.
Furono impegnate guide e portatori per il trasporto di merci e viveri fino alla vetta.

Si trattò di una specie di lavoro “para-statale” svolto dai più robusti e giovani paesani che, equipaggiati con sci, pelli di foca e ramponi da ghiaccio, trasportavano sulle spalle, mediante bastine (zaini), dai 30 ai 50 kg. di materiale. Il pericolo sempre incombente e l’immane fatica hanno fatto dei portatori una delle leggende del Cimone ai quali peraltro era subordinata la sopravvivenza dei militari sulla vetta.
Questi “sherpa” dell’Appennino furono determinanti per lo sviluppo turistico invernale: sono stati loro infatti che, per primi, tornando a valle sci ai piedi, individuarono i tracciati più idonei per diventare, dopo qualche anno, piste da sci, aprirono così la strada agli appassionati degli sport invernali verso il Cimone.
Nel 1949 fu costruito il primo impianto di risalita la seggiovia Sestola-Pian del Falco a cui seguirono, negli anni ’50, il prolungamento della strada forestale Sestola – Pian Cavallaro e il traforo di una galleria per raggiungere la cima e nel 1966 la realizzazione della funivia Passo del Lupo – Pian Cavallaro per il collegamento invernale di uomini e mezzi.
Oggi è presente la più importante stazione sciistica dell’Emilia Romagna, denominata Comprensorio del Monte Cimone. Il comprensorio è diviso in varie località comprese tra i comuni di Sestola, Fanano, Montecreto e Riolunato, tutte collegate tra loro da vari raccordi. Le piste, si estendono per un totale di 50 km. e, a differenza delle altre piste appenniniche, ne spicca la larghezza molto superiore al normale.
Il Cimone con la sua presenza, la sua storia, le sue risorse è ormai un simbolo che unisce tutte le genti delle nostre montagne e che, insieme alle emergenze culturali dell’arte romanica così come all’amore per il bel canto, alla genuina gastronomia, all’imprenditorialità della nostra gente, contribuisce all’immagine complessiva del Comprensorio e rafforza l’offerta turistica nazionale ed internazionale.
Una sentinella del cielo a custodire il passato e a conoscere il futuro.

